giovedì 25 aprile 2013


Ma Grillo da che parte sta?
Davvero è dalla parte dell'Italia e degli Italiani?
 
Le dichiarazioni al tabloid tedesco Bild "L'Italia andrà in bancarotta in autunno" , ci danno l'immagine di un uomo irresponsabile nelle proprie azioni, un uomo che pensa solo ad alimentare il suo esasperato "ego".
 
"Le piccole e medie imprese vanno in bancarotta. Fra settembre e ottobre allo Stato finiranno i soldi e sarà difficile pagare pensioni e stipendi.", queste le dichiarazioni al tabloid tedesco Bild. Ci chiediamo cosa avranno pensato i piccoli risparmiatori e i grandi investitori  stranieri che comprano i nostri titoli di debito pubblico. Quale creditore, infatti, presterebbe i propri soldi a quel debitore il cui figlio dichiarasse: "La mia famiglia presto non sarà in grado di onorare i propri debiti"? Nessuno!Forse non ci si rende conto che i Bot e i Btp che vengono emessi dal Tesoro servono non solo ad onorare il proprio debito contratto in precedenza con piccoli risparmiatori e grandi investitori, ma servono anche a pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici, le pensioni degli italiani ed i costi dei servizi pubblici (istruzione, sanità, ordine pubblico e sicurezza, welfare, ecc.).
Proclamare la propria insolvenza, questo sì, è il primo e decisivo passo verso la bancarotta, perché se cala la fiducia nella "onorabilità" e solvibilità dell'Italia, significa aumentare i tassi di interesse per attrarre risparmiatori e investitori, maggiori interessi significnoa aumento del proprio debito e, se la nostra credibilità viene meno, significa che nessuno più compra nostri titoli di Stato col risultato della bancarotta!!
Ecco perché ci chiediamo: Grillo col suo "sfascismo" da che parte sta?
Dalla parte del proprio particulare come molti italiani, così come già denunciava Francesco Guicciardini nel Cinquecento.
Fino a quando il particulare prevarrà sul senso di appartenenza ad una nazione, nel senso romantico del termine, e ad un'idea di Europa Unita, l'Italia non uscirà mai dalla crisi che, per il nostro paese, è innanzitutto di tipo culturale prima che economica e finanziaria!!
MV 
 
 

domenica 21 aprile 2013

 

Napolitano o Giorgio I?

La rielezione di Napolitano fa venire meno un altro importante principio costituzionale, da molti sottovalutato. Sempre più di frequente i partiti negano la nostra Costituzione. Così già si parla di una modifica costituzionale in senso presidenziale della nostra Repubblica. Ecco allora che a grandi falcate corriamo verso Weimar.

 
Ancora una volta i partiti, o meglio i componenti di partito, hanno giocato con la Costituzione. La loro incapacità a superare particolarismi e faide interne sempre più di frequente finisce per mettere in discussione i grandi principi costituzionali. Chissà quanti di voi ricorderanno che nel 1985, alla scadenza del mandato, molti proposero la rielezione di Sandro Pertini che, con la sua spontaneità e  capacità di stare vicino ed in mezzo alla gente, aveva svecchiato la figura di un presidente arroccato nel suo Colle d'avorio. Ebbene chi si oppose con ferocia a tale tentativo fu il Partito Liberale il quale, storicamente esperto e sensibile agli aspetti e agli equilibri costituzionali, evidenziò che i Padri Costituenti, sempre attenti ad evitare concentrazioni di potere in una sola persona sia per la durata che per il volume di potere, non avendo esplicitamente parlato della rielezione del Presidente della Repubblica, intesero esplicitamente dire che la carica dura un settennato e basta. Infatti 14 anni di presidenza si addice più a un regno che a una repubblica di tipo parlamentare.
Ecco allora che un altro principio di garanzia costituzionale è venuto meno, un principio importante da molti sottovalutato. Il rischio è che emergenza dopo emergenza, da vent'anni a sta parte, ci avviciniamo sempre più all'epilogo della Repubblica di Weimar, tanto che proprio ieri Ignazio La Russa (e chi se no?) con gioia commentava: "Ora sono maturi i tempi per l'elezione diretta del Presidente della Repubblica. Occorre dunque una riforma costituzionale in senso presidenzialista del nostro sistema politico e ridare poi la parola ai cittadini." Di questo dobbiamo ringraziare anche Grillo che con le sue "Quirinalie" sul web ha fatto passare l'idea che il presidente debba essere scelto, e dunque eletto, dal popolo, ed ha pubblicizzato tale iniziativa come massima espressione di partecipazione e democrazia. Forse non ci si rende conto che un Presidente della Repubblica eletto direttamente dal popolo non avrebbe più il ruolo di guardiano della Costituzione ma quello di un capo di governo, con poteri molto più ampi e concentrati nella mani di una sola persona. Se tale sistema può andar bene in Paesi come gli USA che, in due secoli e mezzo di storia, non hanno mai avuto una sospensione della democrazia dimostrando di essere refrattari ad ogni deriva autoritaria, molto meno va bene per un paese come l'Italia che da sempre ha il vizietto di un Dux che guidi il popolo verso nuove frontiere di benessere e progresso. Così al ventennio fascista è seguito il doppio ventennio di democrazia bloccata o, meglio, di regime democristiano, culminato con la triarchia del CAF (Craxi-Andreotti-Forlani) a cui è succeduto un altro ventennio, quello berlusconiano. Negli ultimi 91 anni , dunque, l'Italia ha avuto  tre regimi, tanto che oggi la nostra nazione compare nella coda di tutte le classifiche mondiali relative alle garanzie democratiche, il più delle volte siamo classificati, ad esempio in materia di libertà d'informazione, dietro paesi che, anche formalmente, democratici non sono. Con questi presupposti, può essere l'Italia pronta per una Repubblica presidenziale?
REP
 

sabato 2 febbraio 2013


LA MUMMIA SI E' "RIBOATA"?

 

"Il Ritorno della mummia", così titolava il quotidiano francese di sinistra "Libération" quando il Cavaliere, a dicembre scorso, annunciò il suo ritorno nella politica istituzionale.
Oggi, a quasi due mesi da quell'annuncio e a 22 giorni dal voto, ci chiediamo con un termine dialettale: "Ma la mummia si è riboata? è resuscitata?" Speriamo di no, ma i sondaggi, specie quelli in mano alla "Momie" dicono che egli è vivo più che mai! L'affaire Monti Paschi di Siena (Mps), le non brillanti capacità comunicative di Bersani, l'errore, solito, del PD di scaricare la Sinistra cosiddetta radicale, vale a dire Ingroia & C, rischiano di compromettere seriamente la vittoria.
Gli Italiani, purtroppo, hanno la memoria corta, così l'imperversare dello scandalo Mps e le grandi capacità comunicative della "Momie" hanno fatto dimenticare le Olgettine ed Orgettine di Berlusca & Co. s.e.x. così come lo scandalo dei rimborsi elettorali in Lombardia e in Lazio.
Ecco dunque che lo spettro di una vittoria mutilata del centro-sinistra o, peggio, di una sua secca sconfitta comincia ad aleggiare portando dietro con sé il ricordo del 2006 quando lo scandalo Unipol-Bnl fece perdere, secondo gli analisti, un 5% all'Unione guidata da Romano Prodi che, dopo due anni di tormentato governo sorretto dai senatori a vita, rassegnò le dimissioni spianando la strada al terzo "Retour de la Momie".
Dunque facciamo un appello a tutti gli Italiani: degli ultimi dieci anni Berlusca ne ha governati ben otto ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Così è davvero strano che oggi il Cavaliere, Tremonti, Maroni & Co. si atteggino a soloni della politica economica, ma se sono tanto bravi, perché queste ricette non le hanno messe in campo in questi otto anni? Sembra quasi che in tutto questo tempo essi siano stati all'opposizione ed oggi si presentino come l'unica valida alternativa! Ma quale alternativa? Sarebbe semplicemente la successione a loro stessi e ai devastanti problemi che hanno creato e che noi Italiani, con lacrime e sangue, stiamo cercando di tamponare! 
Italiani: sbagliare è umano, ma sbagliare la quarta volta è diabolico!
REP 
 



venerdì 1 febbraio 2013



A scuola anche in... Estate! Così si risparmia sulle baby-sitter! 

 
Che molti docenti negli ultimi lustri si sentano sempre più baby-sitter che insegnanti-educatori è cosa risaputa, tanto che il lavoro del maestro o del professore è risultato tra quelli più alienanti sia per la scarsa gratifica economica che per la sempre minor considerazione sociale. L'incursione del Premier Monti va esattamente in questa direzione. Nei giorni scorsi ha detto che occorre ridurre le vacanze estive nelle scuole ad un mese in modo da non gravare sulle mamme lavoratrici che, nei lunghi tre mesi d'estate, non sanno dove lasciare i propri figli!
sigh!
Che i docenti per contratto abbiano diritto, come la gran parte dei lavoratori, a 36 giorni di ferie è cosa ovvia e risaputa, ma dire che la scuola debba restare aperta anche l'estate perché le madri lavoratrici hanno difficoltà a badare ai propri figli significa che il fine principale della scuola è quello del baby-sitteraggio e non della trasmissione del sapere per creare una società sempre più civile e sempre più competente da un punto di vista professionale e culturale!  
L'ex direttore de "Il Tempo" Mario Sechi, che è persona intelligente, si è subito apprestato a smentire ufficialmente un'ipotesi di questo tipo. Non sappiamo se l'abbia fatto per opportunità politico-elettorale o perché convinto tale provvedimento, inserito nel contesto delle parole del Premier, sarebbe risultato una vera e propria bestemmia, un'ulteriore umiliazione e mortificazione per quella che dovrebbe essere la professione più bella ed importante del mondo: la trasmissione del sapere!
REP
 



venerdì 14 dicembre 2012

 



Berlusconi premier? no, sì, forse... si vedrà se...

 
Ormai ogni giorno il Berlusca ne dice qualcuna delle sue. Come ha evidenziato sarcasticamente il presidente francese Hollande "Quello che Berlusconi dice oggi non può valere per domani!"; già, ma noi siamo sempre del parere che il Cavaliere si candiderà. Intanto ha fatto saltare le primarie del centro-destra programmate per dopodomani. E' il primo successo personale. Chi l'avrebbe detto appena venti giorni fa che sarebbe andata così? Nessuno, solo noi lo immaginavamo. Ora c'è chi crede ad una tripartizione del Pdl in una nuova "Forza Italia", nel "Centro-destra Nazionale" di La Russa e una terza componente cattolica che vedrebbe dentro anche la Meloni. Si tratterebbe di tre fiumi, ciascuno nato da mille affluenti, che andrebbero a sfociare tutti nel "Mar Silvio".
Ci auguriamo di sbagliare, ma continuiamo a pensare che il Berlusca non mollerà a meno che gli verrà promessa un'altra presidenza...magari della Repubblica!
REP
 






sabato 8 dicembre 2012

BERLUSCONI SUONA LA CAMPANELLA

PER IL GOVERNO MONTI

E SCOPRE LE SUE MIRE SUL PAESE.

di Roberto Emiliano Piserse

In tempi non sospetti pensavamo che il Berlusca si sarebbe ricandidato. Ha troppi interessi da difendere. Anche se dovesse perdere le elezioni, come tutti i cittadini di buon senso dovrebbero augurarsi, egli sarà presente in Parlamento e avrà comunque la forza di condizionare qualsiasi governo e, ancora una volta, praticherà la politica del "do ut des", dò per ricevere. Già, comunque con lui si dovrà fare i conti, specie in termini di riforme costituzionali o che tendono a riscrivere le regole del gioco, come la riforma della legge elettorale.
Temiamo che, ancora una volta, egli conseguirà un buon successo personale e di coalizione. Egli è un ottimo comunicatore e sa quali tasti dell'animo degli elettori vanno pigiati, specialmente ora che si trova di fronte un elettorato sempre più disorientato, disilluso e sfiduciato. Ma Berkusconi, come più volte ha fatto, è capace di regalare un sogno e di far sognare un popolo che non ha più speranze e che ha paura di guardare al futuro. Il pericolo berlusconiano oggi, a nostro avviso, presto si manifesterà con questa politica "psichedelica".
Ci auguriamo che la Sinistra sia in grado di comunicare agli Italiani non solo una politica di rigore, comunque necessaria, ma anche e soprattutto una politica di speranza, specialmente in tema di lavoro (globalizzazione e delocalizzazione delle industrie), welfare e di ambiente (cambiamenti climatici).
Ci auguriamo che gli Italiani abbiano finalmente capito che, dietro l'abilità oratoria di Silvio, si nascondano soltanto interessi personali per i quali egli è capace di sacrificare ogni bene comune, così come sta dimostrando togliendo la fiducia al governo Monti e aprendo una crisi di governo nel momento in cui il nostro Paese è sotto gli occhi di tutti gli investitori internazionali e si trova in un delicato e precario equilibrio economico-finanziario.
Ci auguriamo che questa volta gli Italiani, davanti alle urne, ascoltino la propria Ragione e non rincorrino sogni che presto si trasformeranno in incubi.
Ci auguriamo che, almeno stavolta, gli elettori abbiano buona memoria e che la storia recente abbia loro insegnato qualcosa.
Ce lo auguriamo e lo speriamo. Per il bene nostro e delle generazioni future.

mercoledì 8 febbraio 2012



L'opinione de Il Voltaire


A distanza di tre anni, "Il Voltaire" si rinnova e cambia la propria filosofia "editoriale" trasformandosi in "blog di riflessione e approfondimento" sulle questioni di politica, di economia e di costume sia a livello locale, che nazionale e globale. In quest'ottica cambia anche il nome della "testata" che diventa L'opinione de Il Voltaire. Non ci sarà dunque più spazio per i tradizionali comunicati-stampa, né necessariamente un aggiornamento quotidiano, mentre ben volentieri mettiamo spazio a disposizione per ospitare le opinioni di tutti, a prescindere dal loro orientamento politico ed ideologico. In quest'ottica Il Voltaire, fedele alla filosofia del personaggio a cui si ispira, rifletterà e dialogherà sulle grandi questioni a prescindere dalla collocazione partitica del suo "blog-director", nonostante l'orientamento della redazione sia dichiaratamente di Sinistra. Questo blog, infatti, pone a proprio fondamento "il dubbio" su ogni questione che affronterà con senso critico e con piena libertà di espressione aborrendo ogni posizione fideistico-dottrinale precostituita. Pertanto nessuno scandalo se alla mia redazione, diretta dal Prof. Roberto Emiliano Piserse, dovesse capitare di essere in dissenso con le posizioni del Centro-sinistra locale o nazionale e con la sua azione di governo.
Riteniamo infatti che il confronto, il senso critico, e persino l'aperto dissenso, costituiscano un motore per il progresso civile e culturale e non un'azione di sterile ostruzionismo o, peggio, di "banditismo" ideologico.
Pertanto, da questo momento, restiamo aperti a contributi di riflessioni e proposte su un mondo che cambia sempre più velocemente e che sempre più richiede una forte e decisa azione di governo.