lunedì 4 gennaio 2010



Corteo funebre: il Sindaco Lapenna replica ai soliti quattro detrattori.

dall'Ufficio Stampa del Comune riceviamo e pubblichiamo:

Questa mattina il Sindaco Luciano Lapenna ha rilasciato la seguente dichiarazione:“I soliti quattro che imperversano da anni contro la mia persona credendo di rendere un buon servizio alla città, hanno censurato anche l’ultimo provvedimento che vieta i cortei funebri all’uscita dalla Chiesa. A prescindere da questi signori, una qualche riflessione e precisazione: Vasto è una città moderna; non più un borgo medioevale, cresciuta urbanisticamente con oltre 45 mila abitanti, con un ospedale al centro della città e che in estate raggiunge anche le centomila persone. Migliaia di autovetture percorrono le strade attraversate dai cortei funebri.Da anni, numerosi sacerdoti mi hanno chiesto di porre fine ai cortei funebri. L’ho fatto vietando il corteo dalla Chiesa. Non ho vietato i cortei per la Chiesa che continueranno ad esserci se i familiari del defunto lo vorranno.Non credo di aver fatto un torto ai miei concittadini adottando un provvedimento che in altre città da anni è in vigore. Non credo, infine, che il dolore si misuri dalla partecipazione al corteo funebre.”

En Plein Air: da stasera la mostra delle opere realizzate dai detenuti di Vasto.

Patrocinata dall’Amministrazione Comunale, sarà inaugurata questa sera, alla Sala Mattioli, alle ore 18, la mostra di pittura En Plein Air. Organizzata dall’Associazione Opificio Alter Ars, alla mostra saranno esposti lavori di pittura realizzati dai detenuti della Casa Circondariale di Vasto e da alcuni pittori dell’Associazione. Estemporanee realizzate la scorsa estate a Punta Penna e a settembre alla Loggia Ambling. La mostra sarà aperta al pubblico fino a domenica prossima, tutti i giorni dalle 18 alle 22.

Spezzo una lancia in favore di Vicoli

di Roberto Emiliano Piserse

Le apologie non mi sono mai piaciute, allo stesso modo però delle farneticazioni, delle mistificazioni e delle strumentalizzazioni. Da un po' di mesi a questa parte infatti molti hanno visto nell'amico Vicoli un inquieto della politica senza alcuna collocazione certa, ora di qua ora di là. In questi ultimi giorni la cosa cosa è tornata alla ribalta anche a seguito di una segnalazione dell' "alleato" Fabio Giangiacomo che ridicolizzava Vicoli per aver cambiato, nella sua storia politica, diversi partiti così come appariva sul suo blog personale: prima PLI (fino a 23 anni), poi Antiproibizionisti sulla droga (che non erano un partito vero e proprio quanto un movimento finalizzato ad un progetto), in seguito i Verdi, poi i Laburisti (socialisti) di Valdo Spini, poi i DS, in seguito il PSDI (Partito Socialista Democratico Italiano) ed infine Sinistra Ecologia e Libertà. Procediamo con ordine nella risposta. A differenza di molti altri, in questa consiliatura comunale Vicoli è sempre rimasto laddove i suoi elettori hanno voluto che stesse: nella Lista Forte, in maggioranza e a sostegno della prima vera giunta di centro-sinistra in 60 anni di storia repubblicana a Vasto. Quindi non mi sembra di vedere "inquietudini" politiche da questo punto di vista. Riguardo al fatto che egli abbia aderito, in quasi trent'anni di militanza politica (dai 18 ai 46 anni), sempre a partiti che a Vasto sono stati all'opposizione e da cui non poter trarre alcun profitto, non mi sembra sia cosa così deplorevole, nè qualificabile come "opportunismo politico". In questi vent'anni di mia presenza a Vasto potrei fare invece nomi di chi ha sempre cambiato casacca per trovarsi saldamente dalla parte del potere, del "governante" di turno. Ma al di là di questo mi viene da dire: se si eccettua la scelta giovanile del PLI, che comunque era all'interno di una coalizione nazionale di centro-sinistra (il Pentapartito), Vicoli non ha fatto altro che militare in partiti che oggi, guarda caso, si sono tutti riuniti nel nuovo progetto politico della Sinistra italiana, vale a dire "Sinistra Ecologia e Libertà" dove sono confluiti, sempre guarda caso, Verdi, Socialisti e parte dei DS, gli stessi partiti in cui Vicoli ha militato negli ultimi vent'anni. Mi chiedo allora: Dov'è lo scandalo o il ridicolo? Dov'è l'incoerenza? O forse Vicoli non ha fatto altro che anticipare di vent'anni una sintesi politica indispensabile per una Sinistra italiana moderna, ambientalista e post-marxista?

domenica 3 gennaio 2010


Agenzia Reuters: foto dal 1^ Decennio del XXI secolo.

Significative immagini dal 2000 al 2009 sostenute da molte agghiaccianti didascalie a dimostrazione della labilità della nostra memoria.

Ecco l'indirizzo di accesso dal Corriere della Sera

sabato 2 gennaio 2010



Cortei funebri dal 01 gennaio cambiano le regole

Il Sindaco Lapenna ha emesso un'ordinanza che vieta i cortei dal luogo di culto al cimitero. Termina una tradizione che, purtroppo, è stata superata dai tempi.


Da ieri niente più i cortei funebri in città. Per la precisione i cortei ci saranno solo dalle abitazioni al luogo di culto dove verranno celebrate le esequie al termine delle quali il corteo non potrà più ricostituirsi e l'accompagnamento verso il cimitero potrà avvenire solo in auto. Lo ha deciso, con apposita ordinanza, il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, che ha raccolto le lamentele dei cittadini ed ha approfondito con il Comando Vigili Urbani il problema. Purtroppo, la configurazione urbanistica di Vasto prevedeva il passaggio dei cortei funebri lungo l'asse che dall'Incoronata scende verso S. Antonio Abate interessando corso Mazzini, corso Garibaldi, via Vittorio Veneto e via San Michele. La città, in questi ultimi anni, è molto cresciuta e mediamente si registrano almeno due funerali al giorno con punte anche di 4-5. Di conseguenza, per il passaggio dei cortei funebri a piedi, il traffico cittadino subiva lunghi e fastidiosi rallentamenti. Un vero problema anche per i collegamenti pubblici urbani che registravano, a volte, forti ritardi rispetto alle tabelle di marcia. In alcuni casi il corteo, dopo aver lasciato l'obitorio dell'Ospedale "S. Pio", raggiungeva la Chiesa per la celebrazione del rito religioso e, subito dopo, ripercorreva in senso inverso il tragitto andando ad ingolfare il traffico urbano. Non solo. Negli ultimi anni, mano a mano, la presenza di persone dietro i cortei si era sensibilmente ridotta a poche presenze. Anche perchè, va riconosciuto, i parroci della Città, con largo anticipo, anni or sono avevano deciso di ritenere chiuso il corteo al termine della celebrazione del rito religioso. In pratica i sacerdoti vanno nell'abitazione o nell'obitorio dell'estinto e lo accompagnano fino alla Chiesa. Al termine della cerimonia la loro presenza non c'è più. Ora, con un provvedimento rivoluzionario il sindaco Lapenna ha ritenuto di dare una svolta impedendo la ricomposizione dei cortei funebri dai luoghi di culto fino all'ultima dimora.

Pasquino e... la "aristocrazia" parassitaria!

Ho cominciato bene er novo anno. Per rilassarme un po' so 'ntrato a Internet e me so' mbattuto in un sito de "aristocratici", quella aristocrazia parassitaria tipica de la Spagna e der Sud Italia borbonico e che ancora s'annida in Abruzzo e ovunque. Se tratta de gende che disprezza er lavoro manuale ed il lavoro en genere; se tratta de gende che nun ha mai lavorato e nè ce pensa, perchè se deve dedica' alle attività der pensiero tanto che, credendo de dedicarsi addirittura alla filosofia politica, nun s'accorgono che nun vanno oltre er pettegolezzo. Così avemo dottorandi a vita che se credono de esse' gli Hobbes, i Locke e i Rousseau del Terzo Millennio, ma poi vai a vede' e scopri che stì sfizi aristocratici e d'intelletto son pagati dal lavoro o dal frutto del lavoro plebeo der paparino che a suo tempo s'è fatto er mazzo, o son sfizi garantiti dal lavoro plebeo de la muliera, o ancora son er risultato de 'na boccata de ossigeno che jè garantita da qualche centesimo remediato da le tasse che pagano quelli che essi desprezzano, cioè er popolo, quelli che pe' 'sta gente so' plebei. Er bello è che 'sta gente tifa er Berlusca, er Brunetta, er Tremonti, politicanti che vorrebbe toglie' l'assistenza statale proprio a 'sti pseudo artisti, pseudo filosofi, veri parassiti. Er problema però è che pe' colpa de 'sti parassiti 'sto governo finirà pe' penalizza' pure chi l'Arte e la Filosofia la sa fa'. Ormai sto monno è tutta 'na contraddizione: chi nun fa niente disprezza i lavoratori; i falliti de sta' società preferiscono critica' la società 'ndo vivono piuttosto che chiederse quale contributo essi danno alla società stessa, quella società che essi per primo sfruttano; chi s'atteggia a 'ntellettuale parla de politica astrattamente senza conosce' nemmeno come funziona n'amministrazione e, soprattutto, senza aver mai posto le proprie filosofie, er proprio acume politico al vaglio degli elettori, molti dei quali appartengono a quelle categorie che loro, dall'alto de la loro aristocrazia parassitaria, disprezzano. Mah! Chi ce capisce niente! Che monno!
Bon Anno a tutti.

venerdì 1 gennaio 2010



Per il Nuovo Anno



DIALOGO DI UN VENDITORE D'ALMANACCHI
E DI UN PASSEGGERE



dalle "Operette morali" di Giacomo Leopardi


Venditore. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?

Passeggere. Almanacchi per l'anno nuovo? Venditore. Si signore.

Passeggere. Credete che sarà felice quest'anno nuovo?

Venditore. Oh illustrissimo, sì, certo.

Passeggere. Come quest'anno passato?

Venditore. Più più assai. Passeggere. Come quello di là?

Venditore. Più più, illustrissimo.

Passeggere. Ma come qual altro? Non vi piacerebb'egli che l'anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?

Venditore. Signor no, non mi piacerebbe.

Passeggere. Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi?

Venditore. Saranno vent'anni, illustrissimo.

Passeggere. A quale di cotesti vent'anni vorreste che somigliasse l'anno venturo?

Venditore. Io? non saprei.

Passeggere. Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice?

Venditore. No in verità, illustrissimo.

Passeggere. E pure la vita è una cosa bella. Non è vero?

Venditore. Cotesto si sa.

Passeggere. Non tornereste voi a vivere cotesti vent'anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste?

Venditore. Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse.

Passeggere. Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta né più né meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati?

Venditore. Cotesto non vorrei.

Passeggere. Oh che altra vita vorreste rifare? la vita ch'ho fatta io, o quella del principe, o di chi altro? O non credete che io, e che il principe, e che chiunque altro, risponderebbe come voi per l'appunto; e che avendo a rifare la stessa vita che avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro?

Venditore. Lo credo cotesto.

Passeggere. Né anche voi tornereste indietro con questo patto, non potendo in altro modo?

Venditore. Signor no davvero, non tornerei.

Passeggere. Oh che vita vorreste voi dunque?

Venditore. Vorrei una vita così, come Dio me la mandasse, senz'altri patti.

Passeggere. Una vita a caso, e non saperne altro avanti, come non si sa dell'anno nuovo?

Venditore. Appunto.

Passeggere. Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest'anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è d'opinione che sia stato più o di più peso il male che gli è toccato, che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch'è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll'anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?

Venditore. Speriamo.

Passeggere. Dunque mostratemi l'almanacco più bello che avete.

Venditore. Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi.

Passeggere. Ecco trenta soldi.

Venditore. Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi.

Buon Anno a Tutti dal Voltaire